
Ingresso libero
Decostruire significa smontare qualcosa – un concetto – per vedere come è stato costruito. Esplorare, dunque, quali sono le ideologie e le posture attorno a cui si è plasmato, per provare a immaginare nuove possibilità. È curativo? Forse. È liberatorio? Sicuramente. Perché il risultato è una presa di coscienza degli automatismi e introietti – sociali, culturali, familiari – ormai obsoleti. Che non servono più.
Per il suo progetto With All My Strength – che prende la forma di una performance, ma anche di un libro e di un film ancora in progress – l’artista Martina Rota ha invitato a lavorare con sé la comunità dei bodybuilder professionisti. Lo ha fatto con l’intenzione di andare a vedere cosa c’è oltre lo stereotipo della forza muscolare. Un percorso durato oltre un anno, che ha coinvolto un nutrito gruppo di persone diverse tra loro che, come dice la stessa Rota, sono diventate un “noi”.
In attesa di assistere alla performance With All My Strength, a Daste il 30 novembre, incontriamo oggi Martina Rota per esplorare il percorso di ricerca e di creazione alla base del progetto.
Attraverso un dialogo aperto, scopriremo come la performance possa diventare uno spazio di decostruzione - un luogo in cui mettere in discussione le posture, le forze e le fragilità associate all’essere “maschile”.
Durante l’incontro, l’artista racconterà le pratiche corporee e le riflessioni che hanno guidato la costruzione dell’opera, offrendo uno sguardo intimo e politico sul processo di trasformazione che la performance attiva: un attraversamento che non mira a definire nuove identità, ma a liberare i corpi dai ruoli imposti e ad aprire spazi di ascolto e di relazione.
With All My Strength è un progetto modulare di ricerca che si propone di riflettere attorno al tema della mascolinità contemporanea a partire dalla materialità del mondo del bodybuilding, e prevede una performance, un film e una pubblicazione.
Nella sua forma di performance andrà in scena domenica 30 novembre a Daste - Bergamo.
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Martina Rota è un’artista attiva nel campo delle arti visive e performative. È co-fondatrice di MASSIMO, spazio indipendente d’arte contemporanea nato nel 2019 insieme a Giulia Parolin e Stefano Galeotti.
Oltre alla sua pratica artistica, Martina lavora come movement director e performer. Tra le sue recenti collaborazioni figurano Puppies Puppies, MASBEDO, Isabelle Wenzel, Boris Charmatz e Cristina Caprioli.
La sua ricerca artistica indaga – attraverso una forte interdisciplinarietà – le urgenze, i desideri e i traumi del corpo, in una dimensione insieme collettiva e personale. Martina considera il proprio lavoro come un’occasione per creare parentele con lo spazio, porre domande e riflettere sul sentire comune.
La sua formazione inizia all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue la laurea nel dipartimento di arti visive. Parallelamente prosegue il suo percorso di studi tra l’Italia e l’Europa: nel 2017 frequenta la SNDO – School for New Dance Development ad Amsterdam; nel 2018 entra a far parte di DA.RE, corso di perfezionamento del danzatore contemporaneo diretto da Adriana Borriello a Roma; dal 2019 al 2021 partecipa al progetto di ricerca Incubatore per futuri coreografi di C.I.M.D., diretto da Franca Ferrari.