
Lea Vergine è stata una delle più importanti critiche d’arte italiane, figura chiave nel riconoscimento delle artiste donne e nel ripensamento radicale dei linguaggi contemporanei. Il suo sguardo libero e militante ha inciso profondamente nella storia dell’arte femminista e non solo, aprendo spazi di legittimazione ancora oggi fondamentali.
Ne parleremo con Angela Maderna, autrice del libro Non il potere ma la forza. Lea Vergine (Electa), storica dell'arte e critica che si occupa d'arte contemporanea con particolare attenzione agli intrecci tra arte e femminismo.
Dialogano con Angela Maderna; Anna Arzuffi per La Città delle Mille e Laura Nozza per Performatorio.
Angela Maderna (1984) è storica e critica d’arte. È dottoranda presso l’Università di RomaTre, con un progetto di ricerca dal titolo Arte e questioni di genere in Italia negli anni Ottanta, e collabora con i quotidiani Domani e Il Manifesto. È autrice del libro L’altra metà dell’avanguardia quarant’anni dopo (Postmediabooks, 2020) e co-autrice, insieme a Michele Robecchi, di Arte pubblica | Milano (SartoriaEditoriale/Postmediabooks 2022). Ha svolto attività di ricerca presso l’Università degli Studi di Messina e ha collaborato con istituzioni pubbliche e private come ArtLine Milano, il PAC – Padiglione d’arte Contemporanea di Milano (redigendo le guide alle mostre di Anna Maria Maiolino, Adrian Piper, Liliana Moro e Shirin Neshat), la Fondazione Antonio Ratti e il FAI – Fondo Ambiente Italiano. È stata caposervizio cultura nella redazione di Edizioni Zero e ha collaborato con Domus, suoi testi sono stati pubblicati anche su: Flash Art, Abitare e Rolling Stone.
In collaborazione con La Città delle Mille e Incrocio Quarenghi
Media partner Zero.eu