"La discoteca" di Jacopo Miliani è il primo feature film dell'artista, un racconto orale e visivo sui balli e i corpi che animano la scena del clubbing italiano degli anni 80 e 90, quali contesti di contaminazione dal forte potenziale politico e sociale.

In un futuro distopico, ogni emozione umana è sotto controllo ed è vietato esprimersi liberamente attraverso la danza. Nelle discoteche, gli esseri umani devono incontrarsi per favorire la riproduzione della specie e infrangere le regole li trasformerebbe in una rosa recisa.
Il club Babilonia è abitato da Sylvester e dai suoi collaboratori queer, che stabiliscono le regole da seguire. Sulla pista da ballo, Ermes e Didi troveranno il modo per attuare una sorprendente e alternativa trasformazione.

Alla proiezione del film "La discoteca" seguirà il talk con Jacopo Miliani ed Enrico Petrilli, autore del saggio "Notti tossiche. Socialità, droghe e musica elettronica per resistere attraverso il piacere" (Meltemi) che indaga il potenziale politico dell'andare a ballare.


Quanto valgono i corpi nell’era digitale? Questa è la domanda che si pone “Automine”: la performance attraverso cui il duo Hyenaz esplora il modo in cui i corpi creano valore, sia per sé che per gli altri.



I corpi, infatti, creano valore attraverso il lavoro fisico, attraverso il lavoro emotivo e anche attraverso il significato dei markers che li identificano: il genere, la sessualità, la storia. Tutti questi indicatori hanno un valore che cambia nello spazio e nel tempo, a seconda di come cambiano la società, la politica e il corpo stesso - che invecchia e si deteriora.

Con l'avvento del virtuale, e la sua sostituzione al reale, il corpo dovrebbe scomparire. Ma è davvero così? “Automine” cerca una risposta a questa domanda attraverso la musica, la riflessione e un'interpretazione critica dell'estetica queer contemporanea.



I live di Hyenaz sono performance immersive che chiedono a performer e pubblico di essere interlocutori attivi. La vicinanza dei corpi è di per sé una pratica di (ri)scoperta della politica della condivisione dello spazio fisico.

“Automine” riunisce il lavoro performativo e audio-visivo sviluppato attraverso “Foreign Bodies”: un progetto di ricerca che per 7 anni ha esplorato le relazioni tra corpi in movimento, corpi in relazione e corpi in resistenza.

Attraverso il corpo viscerale ed esplicito, Hyenaz indaga i meccanismi che trattano il corpo come un oggetto estraneo - qualcosa da gestire e controllare, un territorio sconosciuto anche a sé stesso, un “altro” da temere o annientare.


“Freedom Has Many Forms. Note e notizie sul come e perché delle scritte sui muri” è un’esplorazione, un’esperienza, una raccolta; fa parte di "Urban Spray Lexicon", una ricerca drammaturgica e performativa sulle scritte che si manifestano e si dissolvono sui muri delle città. Si tratta di un’operazione artistica dove il linguaggio teatrale agisce in stretto contatto con le arti sonore e dove le dinamiche del paesaggio urbano diventano materiale scenico. Ateliersi pone il suo sguardo sulla strada abitata da persone anonime, dove il confine tra pubblico e privato emerge mobile e indefinito.

In questa lecture-performance, Ateliersi espone materiali che raccontano le vicende legate alle scritte sui muri. Vengono rivelati piccoli segreti, microstorie, aneddoti sugli autori delle scritte e sull’atto di scrittura/imbrattamento. I supporti usati variano dai libri, fotografie, documenti audio e video, costruendo così una iconografia unica sul tema.

Di Fiorenza Menni e Andrea Alessandro La Bozzetta, con Andrea Alessandro La Bozzetta.
Selezione musicale a cura di Andrea Alessandro La Bozzetta.
Abiti: ILSARTO di Dario Landini
Ringraziamenti: Camille Adrien, Giovanni Brunetto, Margherita Caprilli, Roberto Chiesi (Archivio Pier Paolo Pasolini), Matteo di Casto (s.t. Foto Libreria Galleria), Mauro Milone, Carmelo Quijada, Marco Pasqualicchio, Nicola Testa, Giovanni Vitale.

"Nella realtà"
Una conversazione con Fiorenza Menni e Andrea Alessandro La Bozzetta, per Ateliersi.
Leggi l'approfondimento

Dopo la performance, le selezioni sonore di Laada del collettivo di dj e producer OᑎO, con cui questa sera inauguriamo la collaborazione.
OᑎO Collective ci guiderà in set dedicati all’ascolto, alla ricerca di nuovi spazi da attraversare insieme, mescolanze soniche tra presente e passato, astrazioni e tradizioni, echi e granuli di suoni.

Performatorio apre, spalanca, connette e si connette.

Per la prima volta apriamo le porte e ti aspettiamo per incontrarci, conoscerci, brindare, condividere aspettative e idee, per immaginare quello che sarà e dargli forma insieme.

Ti accoglierà la Torpedine: la nostra safe-zone in cui accorciare le distanze; un incontro che prenderà forma in divenire.

Ci faranno compagnia amic* e ospiti, tra cui l'artista Matteo Rubbi con la performance “To Think This Place Could Fix Me”, e le sonorità di "Ballardian Dream Machine" (aka Edoardo Serena), il "Turco meccanico" che programma sogni di cemento; una macedonia di visioni ballardiane masticata, digerita, e costantemente rimescolata nel ventre del tempo.

Super grazie a Lucio Guarinoni e a Zeyn Joukhadar per il loro contributo alla realizzazione della performance!

Con la partecipazione di Michele Lombardelli.

Performance di musica analfabeta, produttrice di cacofonia, sgradevole all’orecchio.

"L’idea alla base di questo progetto è quella di lavorare su una 'non musica' fatta di rumori senza controllo creata con un flicorno o trombone sul quale sono stati applicati un effetto voci e una fotocamera. Spostando lo strumento verso le casse amplificate, semplicemente soffiando, si genereranno dei suoni che potrò modificare attraverso l’effetto; il flicorno sarà amplificato attraverso dei jack wireless permettendomi di muovermi liberamente in un uno spazio pre-determinato, scattando foto durante la performance e coinvolgendo il pubblico – parte fondamentale dell'azione."

Rompere le righe quale gesto rivoluzionario: distruggere e ricostruire, creando una sinergia tra musica e non musica, immagine e azione.

Uno spettacolare errore
Leggi l'intervista a Jacopo Benassi

Da circa tre mesi, il bambino comincia a balbettare; in un gioco puramente fisico e percettivo, esplora le possibilità del suo apparato fonatorio senza che i suoni che emette siano necessariamente rivolti a qualcuno o portatori di un significato particolare.

"Babel Babel" è una performance nata dall'osservazione dei balbettii infantili in alcune nursery della Seine-Saint-Denis e della Mosella a partire dal 2016.

Utilizzando questo materiale sonoro, che Violaine Lochu sposta, riprende, ripete e distorce, l'artista rivela la ricchezza e le diverse stratificazioni sonore del balbettio come preludio al linguaggio, evocatore di idiomi immaginari o lontani, persino di espressioni non umane, portatore di una pura gioia nel dire che lo avvicina alla poesia.

Dopo la performance, rimani nella Torpedine, il nostro spazio in cui accorciare le distanze: Violaine Lochu incontrerà il pubblico del Performatorio.

Prima di tutto e dopo tutto, una selezione sonora a cura di Francesca Togni.

La terza zona

Leggi l'intervista a Violaine Lochu.

Cripta747 e Mattia Capelletti, in collaborazione con Performatorio, presentano il live del duo Unredeemable, e la nuova performance sonora di freddie Murphy, The Night Shows No Dawn.

Sussurri, fusa, ruggiti, sospiri e lamenti. Attraverso la voce, prima e al di là del linguaggio, esprimiamo emozioni allo stato grezzo. Ma queste modalità di espressione viscerali non sono solo manifestazioni di un furore primordiale. Proprio in virtù della loro meccanicità, grazie al loro esprimere le verità del corpo malgrado i tentativi di controllo operati della ragione, queste voci parlano di qualcosa di squisitamente umano e che allo stesso tempo lo eccede, di uno spazio intimo che può essere anche universale.

Unredeemable e  freddie Murphy presentano due live accomunati da questo registro vocale impiegato per suscitare differenti stati emotivi.

Unredeemable è il nuovo duo delle musiciste americane Tracy Lisk e Andrea Pensado. Con Unredeemable, Lisk e Pensado dimostrano un’alchimia di intenti che tradisce la natura estemporanea del progetto. Nelle loro sessioni di noise improvvisato l’approccio free-form alla percussione di Lisk punteggia spasmodicamente le invettive abrasive di Pensado, la cui voce elettronicamente alterata corrode i confini tra umano, animale e artificiale.

freddie Murphy, sound artist e storico membro del (defunto) progetto sperimentale Father Murphy, presenta per la prima a volta a Bergamo la sua nuova performance The Night Shows No Dawn. Un’esplorazione sonora delle pratiche del lamento funebre, TNSND lavora sui dispositivi formali impiegati da molte culture per esprimere e contenere le emozioni del lutto. Nella performance Murphy utilizza il respiro come suono che rende il lutto un atto collettivo. TNSND è un lamento che aiuta ad accettare non solo le perdite del passato ma anche quella del futuro, suggerendo che alla notte non seguirà alcuna alba.

Cosa è musica e cosa no? L’idea consolidata è di per sé un confine da mettere in discussione, un limite da spingere sempre un po’ più in là. Questo un assunto minimale dell’esplorazione di Ryosuke Kiyasu e dell’avventura sperimentale che intraprende attraverso il rullante e un paio di bacchette.

La semplicità del setup stupisce davanti alla complessità della performance e alla varietà dei suoni che scaturiscono dal solo rullante, dai fragorosi colpi esplosivi alle vibrazioni vocali.

Inoltre, Chiara Lee (ex Father Murphy) dj set.
Avant church, droney soundscapes, atmospheric noise, sound sketches, cracklings electronics, left-field beats.

Neutrale Naturale
Leggi l'intervista a Ryosuke Kiyasu.
A cura di Invisible°Show con la collaborazione di Gabriele Cerati.

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