Un progetto che nasce dall'incontro tra due forme autonome di espressione: la danza di Cristina Kristal Rizzo e la materia sonora di Enrico Malatesta.
Frutto di un percorso in cui l'improvvisazione è stata campo di studio e adesione all'autonomia del gesto, la pièce si genera a partire da alcuni elementi cardine: la produzione e la diffusione del suono attraverso oggetti, percussioni e dispositivi portatili di riproduzione audio, che dispongono lo spazio come luogo d'ascolto di una visione, e l'uso del corpo come potenza agente di un ritmo in divenire.
Lo spazio dell'ascolto è dunque materia e forma autogenerante di una visione in cui i sensi si aprono al micro e al macro, al gioco di movimento tra corpi e oggetti, al libero seguire di un'onda sonora: una generazione dal vivo di sguardo e ascolto come grammatica dello stare, insieme, nell'evento.
(…) Il markhor è una capra selvatica in via di estinzione, animale nazionale del Pakistan. Durante la stagione degli amori i maschi si affrontano balzandosi addosso e incastrando le corna, nel tentativo di far perdere l'equilibrio all'avversario. (…) I markhor emanano un odore pungente, molto più intenso di quello delle capre domestiche.
Nel giugno 2009, Muammar Gheddafi e Silvio Berlusconi si sono incontrati a Roma per celebrare il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia. Il trattato comprendeva accordi sul commercio di combustibili, sulle riparazioni coloniali e sugli accordi bilaterali in materia di migrazione, che hanno portato a gravi violazioni dei diritti umani. L'evento ha scatenato numerose proteste, provocando in Italia un vero fermento mediatico che ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica le controverse relazioni tra i due Paesi e il rapporto conflittuale dell'Italia con il proprio passato coloniale e fascista.
Cercando di trasformare in una sceneggiatura un archivio di notizie in tempo reale prodotte durante l’incontro, questa performance-lecture analizza la memoria dell'evento e il modo in cui è stato trattato dai media.
La “sceneggiatura espansa” che ne risulta indaga il modo in cui le notizie vengono prodotte e consumate oggi, mettendo al contempo a nudo le persistenti relazioni (neo)coloniali tra Italia e Libia. Gaddafi in Rome: The Expanded Script si basa sull’interazione tra diversi schermi e sulla sovrapposizione di testi, immagini d’archivio, filmati dei media e documentazione amatoriale dell’incontro. Concentrandosi sui suoi protagonisti principali – Berlusconi e Gheddafi – riflette sul modo in cui la politica internazionale è stata messa in scena, interpretata e incarnata da due “uomini forti” ai due lati del confine mediterraneo, valutandone al contempo le ripercussioni nel presente.
La performance-lecture sarà in inglese con sottotitoli in italiano.